Autori

Massimo Viglione

Massimo Viglione è ricercatore di ruolo e docente di Filosofia della Storia all’Università. In passato è stato coordinatore editoriale della rivista internazionale “Nova Historica”, direttore editoriale dell’Editrice Il Minotauro e ha insegnato per vari anni Storia e Filosofia nei licei.

Nella sua attività di ricerca storica ha approfondito soprattutto tre tematiche, su ognuna delle quali ha edito numerose pubblicazioni tra saggi, monografie e articoli scientifici, in Italia e all'estero: le insorgenze antigiacobine, il movimento risorgimentale e l’idea di Crociata e le guerre anti-ottomane nei secoli tardo medievali e moderni.

Fra tutte, ricordiamo:

La Conquista della “Mela d’oro”. Islām ottomano e Cristianità tra guerra di religione, politica e interessi commerciali (1299-1739), Solfanelli 2018;

Le insorgenze controrivoluzionarie nella storiografia italiana. Dibattito scientifico e scontro ideologico (1799-2012), Olschki 2013;

Le due Italie. Identità nazionale, unificazione, guerra civile, Ares 2011;

“Rizzate il gonfalone della santissima Croce”. L’idea di Crociata in santa Caterina da Siena, ETS 2007;

Libera Chiesa in libero Stato? Il Risorgimento e i cattolici: uno scontro epocale, Città Nuova 2005;

Rivolte dimenticate. Le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Città Nuova 1999.

Intellettuale impegnato, è noto scrittore e conferenziere. Molto seguiti sono il suo profilo su Facebook, i suoi video sul web e il suo blog “Il Ponte levatoio”, dove è possibile trovare un elenco delle sue pubblicazioni e seguire le sue attività culturali.

Michele Antonelli

Michele Antonelli, nato a Montereale (Aq) nel 1960, dal 1986 lavora come onsulente nel campo dei sistemi informativi, principalmente in paesi dell’Europa Orientale, dell’Asia e dell’Africa. Ha già pubblicato, per la casa editrice “Il Cerchio”, Canto d’amore per la Jugoslavia, dove descrive la sistematica semina dell’odio ad opera dei media nei recenti conflitti balcanici, e Il ribelle di regime, dove analizza i contenuti delle canzoni di Fabrizio De André e la destrutturazione sociale indotta dalla “rivoluzione culturale” del Sessantotto.

Da anni organizza eventi culturali per richiamare l’attenzione sui problemi che affliggono il nostro e gli altri Paesi occidentali.

Guido Vignelli

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